GUARIGIONE PROFONDA

COUNSELOR OLISTICO
NATUROPATA

Faiin modo che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo” Hippocrates

Alcune riflessioni:

Il nostro mondo moderno, che cosa ha portato?
  • Diabete, cardiopatie, arteriosclerosi, ipertensione, sovrappeso, disturbi del sonno, alcune allergie, disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia), gotta, alcuni tipi di cancro, alcune malattie della pelle, malattie autoimmuni, malattie degenerative come Alzheimer, osteoporosi.
  • Cause: eccessivo consumo di zuccheri, fumo, alcol, vita sedentaria e poco movimento, ipernutrizione e nutrizione sbagliata, inquinamento ambientale e acustico, stress, fattori sociali (solitudine), eccessivi stimoli esterni, pressioni e ansie nell’ambiente lavorativo.
  • L’aspettativa della vita è aumentata molto ma a che costo?
  • Che cosa è successo che siamo diventati persone con un sistema immunitario sempre più debole, meno felici e psicologicamente meno stabili?
beatrix-boldt
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  • Molti cibi che pensiamo che siano molto nutrienti non lo sono per nostro metabolismo.
  • Da 100 anni circa mangiamo troppi carboidrati pochi grassi sani
  • La conseguenza sono infiammazioni invisibili e silenziose nel nostro corpo che sono difficilmente da diagnosticare e spesso solamente quando si presentano i primi sintomi di malattie già abbastanza gravi.
  • La vastità di cibi che troviamo oggi nei nostri supermercati non sono più come i cibi genuini che mangiavano le generazioni prima di noi, tante cose sono cambiate a causa della richiesta sempre più elevata dalla clientela e l’industria alimentare a inventarsi sempre nuovi prodotti per aumentare le vendite. Così si producono, si vendono e si consumano sempre più cibi industriali, precotti e pronti. Ma chi ci riflette sul contenuto di questo cibo che ha un bell’aspetto ed è molto saporito? Chi va a leggere sull’etichetta gli ingredienti? Quindi quello che mangiamo spesso è volentieri contiene delle tossine dove li immaginiamo. Le tossine della nostra alimentazione: grano (troppo raffinato), oli prodotti a livello industriale (soia, mais etc.), zucchero, soia fermentata.
La Farina bianca

Perde durante la produzione 60% delle fibre, 50% calcio, 70% ferro, 80% magnesio, 99% cromo, 90% di vitamina E e 90% di vitamina B1 e e molti altri minerali e vitamine

La farina contiene la gliadina, che è una componente del glutine che rappresentano l’antigene responsabile della celiachia.

Durante la digestione vengono prodotti exorfine che si legano a opioid recettori che stimolano l’appetito per alimenti di cui base è farina.

La farina contiene inoltre la lectina, una proteina che si lega ai globuli rossi che rendono il sangue più denso, fatto che agevola la formazione di trombosi e quindi infarto e ictus.

La lectina assunta in elevate quantità può inoltre causare infiammazioni intestinali che danneggiano la flora intestinale da agevolare malattie come artrite, il diabete tipo 1, infiammazioni croniche dell’intestino e altre malattie autoimmuni.

La farina bianca può essere sostituita da farro, grano saraceno, miglio, quinoa o amaranto, farine che hanno subito in passato molto meno modifiche genetiche rispetto al grano.

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Gli Oli

Il consumo degli oli è aumentato nel 20 esimo secolo drasticamente. Considerando il fatto che i nostri antenati, cacciatori e raccoglitori assumevano i gli acidi grassi omega-3 e omega-6 con un rapporto 1:1 e non soffrivano di malattie cardiache, di diabete e di cancro dovrebbe far riflettere. Oggigiorno il consumo degli acidi grassi ha visto un aumento sia per il fatto che si usano più tipi di oli che per l’utilizzo di mangime da ingrasso nell’allevamento del bestiame, che ha portato ad un aumento degli acidi grassi nella carne. Specialmente nel 20° secolo il rapporto tra omega-3 e omega-6 è aumentato a 1:8,4 nel periodo tra il 1035 e 1985 e successivamente a 1:10,3. negli Stati Uniti si raggiunge addirittura il 1:20!

L’aumento del consumo di Omega-6 in modo cosi drastico ha portato ad un aumento di processi infiammatori che sono spesso e volentieri la causa di malattie cardo-vascolari, del diabete tipo 2, dell’aumento di obesità, di malattie metaboliche, di infiammazioni dell’intestino, di artrite reumatoide, cancro e disturbi psichici.

Secondo LARN (Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti per la popolazione italiana) il rapporto tra omega 6 ed omega 3 è di circa 13:1, che corrisponde ad una percentuale energetica di circa 6% del consumo quotidiano, mentre la razione raccomandata di omega 6 per l’adulto dovrebbe essere 1-2% delle calorie totali giornaliere e quella di omega 3 circa lo 0,2-0,5%. I ricercatori hanno trovato importanti correlazioni tra la patogenesi di numerosi disturbi e l’alterazione del rapporto tra i due acidi grassi essenziali nella dieta.

Secondo i LARN il giusto apporto tra omega 6 ed omega 3 dovrebbe essere di 4:1.

Omega-3: pesce, crostacei, olio di lino

Omega-6: noci, cereali, pane, oli vegetali come lino, colza, girasole, mais e canapa

Olio di sesamo: omega 6 – 42% ; omega 3 – 0%

Seme di soia:    omega 6 – 51% ; omega 3 – 7%

Noci:                omega 6 – 52% ; omega 3 – 10%

Semi di lino:      omega 6 – 14% ; omega 3 – 57%

Olio di Colza:     omega 6 – 20% ; omega 3 – 9%